DIDATTICA PERFORMATIVA DELLE LINGUE STRANIERE
La DPLS si riconduce all’operato del professor Manfred Schewe e della professoressa Susanne Even ideatrice del metodo Drama Grammar (2011). Nel 1993, il professor Schewe ha introdotto un approccio innovativo all’insegnamento delle lingue straniere, fondato sull’utilizzo del teatro come strumento pedagogico. Attraverso un percorso di ricerca-azione, Schewe ha evidenziato il potenziale della pedagogia drammatica nell’integrare lingua, letteratura e cultura, proponendo un modello didattico multisensoriale ed esperienziale. Tale approccio ha dato le basi alla definizione di didattica performativa, un tipo di insegnamento che valorizza il ruolo del corpo, delle emozioni e della dimensione affettiva nei processi di apprendimento linguistico.
Le scoperte neuroscientifiche, in particolare relative ai neuroni specchio, confermano l’interconnessione tra percezione, azione e cognizione, evidenziando come il linguaggio non sia prettamente verbale, ma di contra profondamente corporeo. In tale prospettiva, la pedagogia del corpo, di cui è esponente il professor Ivano Gamelli, propone un’educazione integrata che utilizza linguaggi non convenzionali, come teatro, danza e musica, per stimolare la consapevolezza corporea e la relazione.
L’apprendimento linguistico efficace, si fonda su esperienze significative e coinvolgenti, che attivano la plasticità cerebrale. Secondo Gardner, le emozioni giocano un ruolo cruciale nel processo di memorizzazione: l’assenza di coinvolgimento emotivo compromette la formazione di rappresentazioni mentali durature. In particolare, nell’ambito linguistico, le emozioni rappresentano un fattore determinante della motivazione e del successo formativo. I fattori psicologici giocano un ruolo chiave. Associare le parole a gesti, suoni o contesti concreti aiuta la memoria e mantiene viva l’attenzione. Stimolare la creatività e i sensi rende l’apprendimento più intenso e duraturo: è ciò che si definisce “esperienza estetica”.
Attività artistiche come teatro, musica, canto, danza o disegno se integrate regolarmente nell’insegnamento favoriscono questo tipo di apprendimento, esse coinvolgono il corpo, l’immaginazione e le emozioni, migliorando la sicurezza, la complessità linguistica e la comprensione culturale. Le arti rendono gli studenti più motivati, partecipi e rapidi nel reagire in lingua straniera.
Per maggiori informazioni e bibliografia basica
Gamelli, I. (2001). Pedagogia del corpo. Roma: Meltemi.
Gamelli, I. (2005). Sensibili al corpo. Milano: Meltemi.
Gamelli, I. (2013). A scuola in tutti i sensi. Milano: Pearson.
Schewe, M. (1993). Fremdsprache inszenieren: zur Fundierung einer dramapädagogischen Lehr- und Lernpraxis. Oldenburg: Zentrum für pädagogische Berufpraxis.
Schewe, M. (2011). Die Welt auch im fremdsprachlichen Unterricht immer wieder neu verzaubern – Plädoyer für eine performative Lehr- und Lernkultur! In A. Küppers, T. Schmidt, & M. Walter (Hrsg.). Inszenierungen im Fremdsprachenunterricht. Grundlagen, Formen, Perspektiven (pp. 20-31). Braunschweig.
Schewe, M. (2013). Taking Stock and Looking Ahead: Drama Pedagogy as a Gateway to a Performative Teaching and Learning Culture. Scenario, 1, 5-28. 228
Schewe, M. (2015). Einige Gedanken zur Handlungsorientierung in der Dramapädagogik, ergänzt durch Vorschläge zum ‚begrifflichen Handeln’. In A. Betz, A. K. Schlief, C. Schuttkowski, & L. Stark (eds). Sprache handelnd begreifen. Dramapädagogische Ansätze für den Sprachunterricht (pp. 63-78). Tübingen: Gunter Narr.
Schewe, M., & Even, S. (2014, maggio). Pedagogy in Transition: Paving the Way towards Teaching and Learning Culture. Relazione presentata al International Conference : Performative Teaching, Learning and Research, University College Cork.