Durante l’ultimo seminario che ho tenuto il 13 giugno scorso presso l’università di Saarbrücken in Germania, con gli insegnanti e gli studenti del dipartimento di Italianistica e didattica delle lingue straniere abbiamo riflettuto anche sul ruolo dell’insegnante come guida e dell’insegnante come artista. Chi è un insegnante artista e cosa fa di diverso da un insegnante che non lo è  o che non si ritiene tale? La risposta non ne’ univoca, ne’ semplice. In passato gli studiosi si sono interrogati su questo e ne hanno evidenziato alcune caratteristiche ricorrenti tra le quali:

  • l’uso in classe delle pratiche di forme artistiche, quali la musica, la danza, il teatro, la recitazione, forme artistiche che fossero profondamente connesse alla sua visione di vita;
  • l’incarnazione dell’insegnamento (embodiment – uso del corpo); linguaggio del corpo che diventa ponte per la comprensione;
  • la capacità di attivare la partecipazione attiva degli studenti, e la connessione empatica
  • l’attenzione al processo più che al risultato finale nelle attività

Con i presenti al workshop abbiamo anche riflettuto e pensato se nel corso della loro carriera scolastica avessero mai incontrato un insegnante artista e se sì perché ne fossero stati colpiti. La risposta è stata unanime: tutti avevano in comune la capacità di aver scaturito forti emozioni e di aver lasciato in  loro esperienze memorabili, cioè degne di essere ricordate anche a distanza di anni. L’augurio sarebbe davvero quello di  prima o poi di incontrare nella propria carriera insegnanti artisti, capaci di lasciare ricordi indelebili.