È consuetudine che a fine anno scolastico, la valutazione dell’apprendimento di un’intera stagione passi attraverso test finali basati su risposte corrette e scorrette, con un voto come risultato e un verdetto: promosso o bocciato. Per molti dei miei studenti adulti, però, questa modalità genera soprattutto stress e frustrazione: da un lato perché non sono più abituati a essere valutati come a scuola, dall’altro perché spesso riemergono paure e insicurezze antiche legate al timore di sbagliare. Per questo alla notra scuola abbiamo scelto da tempo di abbandonare i tradizionali test finali (anche perché se dicessimo in classe che si fa un test, l’ultimo giorno probabilmente non si presenterebbe nessuno 😊 ). All’ultima lezione gli studenti vengono in classe con emozioni per lo più positive e proprio cavalcando quest’onda, proponiamo delle attività teatrali e giochi linguistici che permettono di ripassare grammatica, sintassi e vocabolario affrontati durante l’anno. Il risultato è sorprendente: gli studenti partecipano con entusiasmo, si divertono e, senza accorgersene, affrontano un vero e proprio test finale. La differenza è che al posto dei voti ci sono punti, e al posto dello stress ci sono risate. Solo alla fine rivelo loro che hanno appena sostenuto la prova conclusiva dell’anno: a quel punto resta soltanto il brindisi finale e l’arrivederci a settembre.