Da oltre due anni frequento un gruppo amatoriale locale di attori che si chiama Amsterdaje, un insieme di persone di madrelingua italiana, che si riunisce periodicamente per divertirsi insieme. Con alcuni di questi ragazzi ho frequentato due corsi di tecniche di improv, entrambi con resa finale sottoforma di spettacolo. In questo periodo trascorso insieme, ogni incontro, ogni scambio che ho avuto con loro è stato significativo e mi ha donato qualcosa. Sono profondamente grata ai miei compagni improvvisatori, perché ogni volta mi insegnano cose importanti: a riscoprire la creatività, a non aver paura di fallire e di sbagliare, perché questo fa parte del percorso, dell’importanza dell’ascolto attivo della connessione profonda con chi ci sta davanti: elementi fondamentali nel teatro di improvvisazione, ma anche nel mio lavoro di insegnante e più in generale nella vita. Ieri sera, al teatro Perdu di Amsterdam, non solo abbiamo fatto un bellissimo spettacolo che andato sold out, ma abbiamo anche capito cosa significa improvvisare nel senso profondo del termine. Grazie a tutti i miei compagni di viaggio, ai vecchi e ai nuovi, di cuore grazie!