Un aspetto centrale attraverso cui il teatro produce effetti significativi nello sviluppo della produzione orale nella lingua target consiste nella possibilità, offerta agli studenti, di sperimentare in un contesto protetto identità alternative. Tale processo consente loro di rinegoziare la percezione di sé e di immaginarsi in modi differenti. I vantaggi di questo approccio risultano trasversali, coinvolgendo sia apprendenti di seconda lingua sia di lingue ulteriori. L’attenuazione di quella che è stata definita la “tirannia dell’identità” (Winston, 2004, p. 12) contribuisce a trasformare il senso di sé degli studenti, ad accrescere il loro status percepito all’interno della classe e, di conseguenza, a favorire l’emergere di una voce individuale più autonoma. I ruoli che interpretano, se sufficientemente coinvolgenti, possono svolgere la stessa funzione liberatoria di una maschera, permettendo loro di sentirsi abbastanza sicuri da correre rischi con la lingua che altrimenti si sentirebbero troppo in imbarazzo a tentare. Un lavoro di questo tipo può anche aprire quello che è stato definito uno “spazio affettivo”, uno spazio psichico in cui gli studenti si coinvolgono emotivamente con l’emozione, la tensione o il semplice piacere di una storia in evoluzione (J. Winston, Second Language Learning through Drama, 2012, p.3) Questo livello di coinvolgimento si distingue nettamente dalle attività di role-play tradizionali tipiche dell’insegnamento linguistico, spesso limitate a simulazioni standardizzate. Sebbene tali esercizi mantengano una loro utilità, essi si configurano prevalentemente come pratiche orientate a obiettivi cognitivi e rischiano pertanto di risultare ripetitivi, prevedibili e poco stimolanti. Al contrario, l’ approccio teatrale capace di attivare un coinvolgimento emotivo ampio e  autentico e di mobilitare l’energia degli studenti al servizio della lingua target aumenta significativamente la probabilità che essi si impegnino nell’uso attivo della lingua e valorizzino pienamente le risorse linguistiche a loro disposizione per fini comunicativi. (Foto: N. Vignotto Studenti di italiando)